"Ti voglio bene"
"Te ne voglio anch’io"
"Papà?"
"Dimmi tesoro"
"Ti devo parlare, prima o poi"
"Sì amore"
Io sono qui a parlarti.
Ma tu non mi parli.
E non so neanche se ci sei.
"Vado a correre"
"Papà, è rischioso"
"Non muoio"
"Papà!"
"Dai tesoro, lasciami andare"
"Sì papà"
Ecco, ti ho lasciato andare.
Sei andato a correre, ma non eri solo.
Un dolore opprimente, costrittivo e bruciante nella regione dello sterno e del cuore si stava irradiando
al collo, alla mandibola, alle braccia e alle spalle.
Ma tu mi hai detto:
"Sto bene, lasciami andare"
Io ti ho creduto.
Tu mi hai mentito.
Pallore del viso, accessi di sudore freddo, dispnea, grave stato d'angoscia, nausea.
Neanche il tempo di riattaccare e ti ho sentito andare.
Sono corsa da te.
Non eri solo, c’era l’infarto con te.
Mentre subivo un infarto emotivo, ho telefonato al pronto soccorso e denunciato il tuo infarto fisico.
Ho cercato di adagiarti sul divano, ma eri pesante.
Eravate troppo pesanti e il mio amore non è riuscito a sollevare te e non è riuscito a sollevare l’infarto da te.
Developed by - MesaH Tech